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FUSIONE A CERA PERSA

approfondimento tematico sulle origini delle tecnica della fusione a cera persa con cui luigi rubini realizza le proprie sculture in bronzo.

La tecnica della fusione a cera persa (detta anche "microfusione"), inventata originariamente nell'età del bronzo, è una tecnica artistica con cui Greci e Romani realizzarono le proprie sculture in bronzo.
Luigi Rubini realizza le proprie sculture in bronzo utilizzando proprio questa tecnica, di cui parleremo in questo breve approfondimento.

E' possibile oggi distinguere due tipologie di fusione a cera persa: il modo diretto e quello indiretto.

Fusione a cera persa, modo diretto.
Questa tipologia di fusione a cera persa consiste nel creare un vero e proprio modello di cera e servirsene per farne uno stampo di argilla. Vengono realizzati due fori sullo stampo, uno superiore e uno in basso, si fa defluire la cera scaldandola e si cola il bronzo fuso al suo posto. Si ottiene cosi un modello uguale a quello di cera.

Fusione a cera persa, modo indiretto.
Somiglia al metodo diretto, ma il modello di cera è ottenuto su di un altro generalmente in creta perché la scultura finale sia concava. Per la semplicità di plasmare quest'ultimo materiale la tecnica della fusione a cera persa è stata molto pratica, anche se oggigiorno è poco usata e solamente in alcune fonderie italiane.
Tra le sculture in bronzo più famose realizzate con la tecnica della fusione a cera persa ricordiamo i celeberrimi Bronzi di Riace, due sculture in bronzo ritrovate al largo di Riace in Calabria, rialenti all'epoca greca.

Ripercorriamo ora le tappe del processo produttivo attraverso cui le sculture in bronzo vengono realizzate tramite la tecnica della fusione a cera persa.

Prima fase della fusione a cera persa: Il compito dell’artista
Certamente il primo atto è quello creativo, dove lo scultore modella la cera o l’argilla a seconda delle dimensioni dell’opera da realizzare. La cera, per la sua caratteristica morbidezza è preferita nel modellato di piccole dimensioni (come trofei, medaglie o ritratti) ma la rende poco adatta a opere di maggiori dimensioni per le quali si utilizza l'argilla da aggregare su di un' armatura di ferro, che costituisce l’elemento cardine delle sculture in bronzo. L'attività dello scultore si conclude con la realizzazione del pezzo.

Seconda fase della fusione a cera persa: La creazione del calco
Viene ora ricavata una copia di cera, in tutto e per tutto simile all’originale. Vi sono due tecniche per ottenere cio'. In entrambe le situazioni, lo scopo finale è quello di ottenere un replicato da cui partire per le operazioni seguenti, e preservare l’originale da ogni possibile rischio. La prima tecnica prevede la realizzazione di una forma a tassello nella quale viene poi versata la cera liquida; l'altra prevede l’impiego di una gomma con la quale ricoprire le sculture in bronzo.
Se l'opera è di dimensioni notevoli essa viene divisa in più parti, per cui ad ognuna di esse csi avrà una relativa riproduzione in cera.

Terza fase della fusione a cera persa: Ritocco e preparazione alla fusione
In questa fase è previsto l'intervento e tutta l'esperienza diretto dello scultore, il quale ritocca il modello per preservarne ogni dettaglio. Sul positivo ritoccato dall'artista, vengono ora poste le ”mandate”: una serie di bastoncini di cera del diametrodi circa un centimetro, che convergono in un unico punto attraverso cui verrà colato il bronzo.

Quarta fase della fusione a cera persa: La fusione
In questa fase il calore scioglie la cera la quale trabocca lasciando un vuoto modellato dove si collocherà il bronzo fuso. Per ottenere cio occorre scavare una buca e sotterrare la forma in modo ben compressa nel terreno per evitare che la colata la mandi in frantumi. Nel frattempo è stata preparata la lega di rame e stagno e portata al giusto punto di fusione.La temperatura va mantenuta costante per tutta la fase di colaggio, per far si che il metallo fuso possa raggiungere tutti i punti periferici della forma. Dopo qualche minuto il bronzo solidifica, anche se siamo ancora lontani dal pezzo finito.

Quinta fase della fusione a cera persa: La raspinatura
In questa fase lo scultore opera di lima per eliminare dal pezzo tutte le scorie e le ruvidezze della fusione, stando attento a non eliminare tratti di volto oppure ad appiattire troppo le tensioni di una massa muscolare. Eventuali fori o sbolliture (punti corrosi) verrano colmati con oppurtune viti di bronzo oppure limati a dovere.

Sesta fase della fusione a cera persa: Il cesello
Il lavoro di cesello contraddistingue il secondo intervento diretto dello scultore, in quanto quella di cesellare è un’arte a sé che richiede doti e formazione diversa da quelle dello scultore: una manualità raffinata che trasferisca luce, morbidezza, effetti plastici, che l’artista ha affidato alla cera o all’argilla.

Settima fase della fusione a cera persa: La patinatura
L’ultima tappa della tecnica della fusione a cera persa è quella della patinatura: un intervento a fuoco con nitrato di rame e vari coloranti, con lo scopo di ottenere una velatura che opacizzi l'opera e gli dia una certa colorazione, dal chiaroscuro per la bronzistica di fine secolo al colore verderame corroso per le statue ed oggetti provenienti da scavi.
Le sculture in bronzo reagiscono al nitrato, si colorano di fuoco e assorbono cosi la patina.


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